Sara Tardonato - Scultrice Pittrice

 

 Antologia CriticaAntologia Critica

 

 

Marika Lion

Un "dedicato" alla scultura, un momento di elogio in un periodo di reale crisi dell'arte contemporanea, soprattutto italiana ed europea e che si manifesta più pesantemente nei confronti di quell'arte plastica a tuttotondo: "la scultura".
Da questa coscienza di effettiva lentezza artistica, ne risulta un fervore di attività di giovani artisti, spesso cosciente di copiare l'arte già esistente, quella proposta nell'antico fino ai giorni nostri. E' certamente vero il concetto che affermava Kokoschka, "le nuove generazioni non devono sempre ricominciare daccapo, e che il giovane artista è preferibile che lasci ai dogmatici il compito di teorizzare", ma è altresì vero che l'arte contemporanea non bisogna riproporla ne medesimo significato di quella antica. Entrambi necessitano l'una dell'altra, ma rispettandone i confini, la prima per non essere identificata solamente con un significato turistico, e la seconda per non concedersi la consapevolezza di proporsi con concetti innovativi appartenenti solo alla società di appartenenza, quella di oggi e quella di domani.
La scultura rispetto alla pittura è sempre stata sostenuta dal mercato, collocandola in secondo piano e talvolta addirittura ignorata, fino a farla diventare un'arte troppo difficile da comprendere.
Sara Tardonato, scultrice per scelta, ma anche per talento innato, e da lei coltivato con grande entusiasmo e vivacità di impegno. Fin da bambina preferiva plasmare piccole figure che ricordavano o evocavano persone a lei care, poi con gli studi artistici, comincia a raffinare questa sua capacità fino a farla  diventare una vera professione. Oggi, divide il suo tempo tra l'insegnamento e il creare opere scultoree.
La sua "figurazione", sembra rispettare quel concetto di confine tra arte antica e contemporanea sopracitato, piccole e medie creature in terracotta, a volte patinata e altre volte invetriata o ingobbiata, tutte intente ad esprimere un momento di vita attuale.
Personaggi che vivono p strada, seduti sulla panchina in attesa che passi un treno, o sul muretto di cinta di un parco, e molte altre situazioni, a volte anche emarginate, "Come un libro aperto" che non possono che appartenere al quotidiano che ci attornia ogni giorno. Silenzio, c'è molto silenzio in ogni sua opera, una sorta di isolamento, di distacco, reso più imponente dal segno riquadrato che pur riconducibile alla struttura del mattone, dove è accettabile quando lo descrive, diventa pesante, quasi angosciante, quando è impresso nella figura, nel corpo e ne benda gli occhi: Legami.
Opere a tutto tondo, personaggi che dialogano con il tempo, fin  ottenere composizione di facile e immediata comprensione. Come Musica in metrò, musicisti assorti in metropolitana, sordi della propria musica, o le pettegole che bisbigliano fatti altrui, indifferenti all'opinione degli altri.
Belle opere appartenenti al periodo 1996, realizzate dalla Tardonato dopo il viaggio a Parigi: Sax e Il Fratello. Mentre le ultime opere, abbandonano quella discreta felicità che si poteva intravedere nelle precedenti, per cavalcare un momento di abbandono, di cieco silenzio e un pressante pensiero di distacco, quasi incapace di trovare una risposta. Ecco che riappare quel segno; il muro si alza, diventa palazzo, diventa città, diventa qualcosa di invalicabile.
Mani e piedi legati, bende agli occhi e volti rivolti a profondi pensieri, l'opera Il muro di Berlino ne rappresenta l'emblema.
La figura di una giovane donna intenta ad andare avanti, ma che ha davanti un muro, una città, una società che non le permette di guardare, ma nonostante questo guarda in alto, fiduciosa che le sarà tolta la benda e finalmente oltrepassare la speranza.
Un'opera significativa e superba, in grado di descrivere perfettamente la forza emotiva che Sara Tardonato riesce a trasferire nelle sue opere.

Dal catalogo della Mostra al Chiostro di S. Eufemia, Como, 1999

 

Sara Tardonato
Scultrice Pittrice
Via Simoni, 7
21100 Varese
Tel 0332.310203
info@saratardonato.com