Il Progetto presenta cinque sculture, di medie e grandi dimensioni a tema vegetale, da installare presso il Chiostro di Voltorre nelle aree del portico, del giardino e della torre.
L'inserimento delle opere nell'ambiente cintato del Chiostro, vuole suggerire all'osservatore un'alternativa chiave di lettura dell'hortus conclusus, sistema dialogante tra gli elementi: interno - esterno, pieno - vuoto, scultura - architettura.
Qui lo spazio vuole essere un luogo ideale, reale e metaforico; dove chiunque può trovare nel percorso espositivo i propri significati semantici e visivi.
Ciascuna configurazione floreale, con la sua forma e i suoi colori, diviene sinonimo di melodie tra le parti nella costituzione del tutto armonico e assoluto. Fiori - simbolo, quali macrocosmi isolati, in bilico tra la materia e la sua rarefazione.
La scultura si forgia come nuovo linguaggio del divenire spazio.
La funzione estetica si riappropria del suo ruolo in relazione alla fruizione interattiva degli spazi combinati.
L'intervento scultoreo dimostra di saper rinunciare al rituale espositivo, per potersi espandere nel contesto architettonico del Chiostro appropriandosi della sua storia.
La mostra invita così a riscoprire un rapporto estetico tra naturale e artificiale, illuminato dalla presenza dello spettatore quale ponte ideale tra architettura esistente e scultura ritrovata.
Testo di presentazione del progetto della Mostra "dialogo con l'architettura", Chiostro di Voltorre, Gavirate (Va), dicembre 2004
Sara Tardonato
Scultrice Pittrice
Via Simoni, 7
21100 Varese
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